Rischio cardiovascolare, le statine funzionano anche per gli over 75

Uno studio australiano afferma che le statine riducono il rischio cardiovascolare anche per le persone di età superiore ai 75 anni

Le statine sono tra i farmaci più efficaci per ridurre la colesterolemia totale e LDL. La presenza di colesterolo nel sangue è pesantemente influenzata dalla sua sintesi endogena (80%).

I comuni integratori che vengono utilizzati per abbassare i livelli plasmatici di colesterolo (steroli vegetali, chitosano, glucomannano, ecc.), si basano sul principio della semplice riduzione del suo assorbimento. Le statine invece, agiscono all’origine del problema, limitando la sintesi del colesterolo endogeno.

Rischio cardiovascolare, le statine funzionano anche per gli over 75
Rischio cardiovascolare, le statine funzionano anche per gli over 75

Lo studio coordinato dall’università di Sidney ed i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Lancet afferma che le statine, farmaci anticolesterolo, riducono il rischio cardiovascolare anche per le persone con età superiore ai 75 anni, che quindi dovrebbero continuare ad assumerle.

Lo studio australiano ha visto l’esame dei risultati ottenuti da 28 test clinici randomizzati, che hanno coinvolto circa 187mila pazienti. Fra questi, 15 mila con più di 75 anni.

Gli autori sostengono che per ogni riduzione di una unità del colesterolo ‘cattivo’ grazie alle statine, il rischio di eventi gravi vascolari diminuisce di circa un quinto per tutte le età. Per quanto riguarda le coronarie, il rischio diminuisce del 25%. Nello specifico, l’effetto ottenuto è ancora più evidente rispetto alla fascia di età dai 75 anni in su, 30% contro il 20%, per i pazienti di età compresa fra i 55 e 75 anni.

La riduzione rimane invece uguale per tutte le età, nel caso di ictus e di interventi di introduzione di stent o di bypass coronarici. “Le statine sono un farmaco utile e acessibile per ridurre i rischi di attacchi cardiaci e ictus nei pazienti più anziani – scrivono gli autori -. Nonostante preoccupazioni precedenti non abbiamo trovato effetti avversi sul rischio di cancro o sulla mortalità generale in nessuna fascia d’età”.

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